Facebook, tu sittroppobbuono.


Tra una sigaretta e l'altra, in un contesto poetico metropolitano a metà tra il decadentismo più disilluso e la beat generation più strafatta, GingerSaint ha scritto questo post alle_20:21_di lunedì, 06 luglio 2009.
E anche per stavolta ha detto la sua.
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Sono un patchwork.

Perché ovviamente non sono riuscita ad uscire indenne dal Gods Of Metal, nooo, nè con il cuore, nè con i capelli nè tantomeno con l'epidermide intatta ed immacolata: così, ancora una volta vittima del mio albinismo non clinico, me ne sono tornata a casa (per modo di dire, visto che il giorno dopo ero gioiosamente al lavoro maledicendo tutto e tutti) con delle fantastiche ustioni di terzo grado che farebbero riconoscere il vestito che indossavo persino ad un cieco.

Ora, parliamoci chiaro.
A dispetto delle varie prese per il culo di matrice vegetale (Ahah sei bianca come una cipolla), lattiginosa (ahah sei bianca come una mozzarella) o poetica (ahah sei bianca come la luna  la luna - la luna - ci porterà fortuna - la luna), io vado assolutamente orgogliosa del mio settecentesco candore che secoli addietro mi avrebbe distinto dal volgare volgo di mangiatori di patate, ma a queste condizioni urge assolutamente porre rimedio e, come si dice, a mali estremi, estremi rimedi: la mia sedicente abbronzatura è imbarazzantissima, a mezza via tra quella da muratore e quella da anziana zia a-passeggio-nel-parco-senza-la-crema-solare (male estremo) così stamattina sono corsa ai ripari comprando due confezioni delle storiche half-times di Arval, un acceleratore spaziale di quelli immagino modifichino il dna delle cellule e un fantastico olio tropicale al profumo di hawaiiana banana con un fattore di protezione comunque adatto per gli psudoalbini (estremo rimedio) e, udite udite, mi sono messa a prendere il sole.

Sì, IO sto prendendo il sole.



Mi sono messa nel mio bellissimo orto, debitamente attrezzato per simulare un atollo con sdraio bianca, materassino giallo e arancione, bibitone iperghiacciato da congestione, ombrellone, la lumaca in libera uscita (che è africana, e ci sta) , l'immagine cartonata a grandezza naturale di Johnny Depp di Pirati dei Caraibi fregata al Disney Store, tutta la discografia dei Beach Boys sull'iPod e sì, mi sono rassegnata a prendere il sole.

D'altronde sono anni che dico che voglio andare alle Maldive, e alle Maldive per poco che sia un minimo di sole lo dovrei pure prendere, oltretutto quando inizierò a fare seriamente la stalker e mi farò trovare sotto casa dell'uomo della mia vita in quel della California dovrò avere un aspetto quantomeno piacevole per giustificare il fatto che sto scalando un muro di cinta e tentando di introdurmi in casa sua dal balcone, quindi tanto vale portarsi avanti nel mio personal tropico urbano, sperando di riuscire a raggiungere un colorito decente e soprattutto uniforme, perchè ok striped è bello ma solo fino a un certo punto, e solo se si tratta degli spandex paillettati di Versace.

Altro che tu donna partorirai con dolore, qui tra cotture, cerette, decolorazioni e macchinari per il sollevamento del grande gluteo avrei voglia di sapere che cos'è esattamente che mi è rimasto da fare senza dolore.

Tranne quello, intendo

Tra una sigaretta e l'altra, in un contesto poetico metropolitano a metà tra il decadentismo più disilluso e la beat generation più strafatta, GingerSaint ha scritto questo post alle_19:03_di sabato, 04 luglio 2009.
E anche per stavolta ha detto la sua.
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Che botta. La re-illuminazione. Lo voglio.

Tra una sigaretta e l'altra, in un contesto poetico metropolitano a metà tra il decadentismo più disilluso e la beat generation più strafatta, GingerSaint ha scritto questo post alle_03:41_di martedì, 30 giugno 2009.
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Per la categoria vaneggiamenti, six strings and a broken heart, ginger world, insomniatic

Dovrei già essere a dormire, invece devo ancora preparare la borsa, i vestiti, fare la doccia, lavare la blonda chioma e andare a dormire (sì, per circa 3 ore).

Tuttavia stavo cercando un paio di cose su internet, mandandomi nel frattempo messaggi di altissimo valore culturale con Trixx ("Farò un tributo a Michael Jackson, devo solo imparare a ballare e tu sarai la mia toja"  "I figli di Michael Jackson non è che sembravano bianchi a te, sono realmente bianchi perchè mi sa che gli hanno candeggiato anche gli spermatozoi"), e sono finita su un blog dove ho letto questo post del 2005.

E io ignoravo tutto questo... come ho potuto lasciarmi sfuggire una perla simile?


Ruini, "i Def Leppard fanno schifo". Deciso attacco del presidente della Cei alla New Wave Of British Heavy Metal degli anni '80, considerata "rumorosa" e "una minaccia per l'integrità della musica sacra". Dure critiche da parte del centrosinistra, "la Chiesa non dovrebbe poter esprimere giudizi senza essere mai stata al Gods Of Metal", ha dichiarato Bertinotti. Per Piero Fassino, "pur ricordando la mia giovanile passione per il Symbolum 77, si tratta di un'ingerenza inaccettabile". Plaudono invece i membri dell'Udc, che si sono presentati in Parlamento con la maglietta dei Pooh.
FONTE

Auguratemi buon Gods, la badante slow-vacca torna al potente assalto di Keith & Hannon.

Tra una sigaretta e l'altra, in un contesto poetico metropolitano a metà tra il decadentismo più disilluso e la beat generation più strafatta, GingerSaint ha scritto questo post alle_00:34_di sabato, 27 giugno 2009.
E anche per stavolta ha detto la sua.
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Genitori approfittatori.
Criticano tanto la mia Mastercard nonchè la mia propensione alle padrepièsche stigmate da fuoriuscita monetaria però, quando si tratta di "Oh già che siamo qui prendo anche questo, e magari anche questo sì dai già che siamo qui... paghi tu poi te li rido, eh" beati ei sorridono e noncuranza verso le precedenti critiche fingono, ben felici di rientrare nella categoria di quelli che "Carta, grazie".

In questo specifico caso di libri trattasi, il che mi rende meno avversa al becero approfittarsi soprattutto perchè così posso dire che sì, anche mio padre legge: certo non si avventura in improbabili saggi sull'agonia esistenziale di Ifigenìa pre e post inganno paterno, ma legge.
Tra i suoi ultimi acquisti figurano IL REVISIONISTA di Pansa, VATICANO SPA di Nuzzi e un altra uscita di cui io ignoravo assolutamente l'esistenza, tale 5 IN CONDOTTA di Mario Giordano, opera dai forti toni accusatori nei confronti della scuola odierna: caso ha voluto che ne sfogliassi alcune pagine proprio stasera, complici i vari TG nazionali che puntualmente anche quest'anno sollevano il consueto polverone sugli esami di maturità (manco si trattasse di pubbliche gogne con litri di sangue innocente versato per il puro giubilo dei voyeurs), giusto per capire se si trattasse di qualcosa di risibile o se effettivamente valesse la pena spenderci qualche serata appresso.

Inizialmente avevo l'impressione che si trattasse di una beffarda accozzaglia di citazioni esasperate, di esagerazioni volute per divertire il lettore... poi ho pensato a un paio di quindicenni rincoglionite che da qualche tempo imperversano in un unico topic del forum di SLAM!, e... beh, posso dire che ho optato per la seconda soluzione.

Sesso, sbronze, droga, rock n' roll, decolorazione, nicotina, perdizione, notti in bianco e pellegrinaggi sulle tombe di giovany rockstar morte suicide, ma signori miei, a me gli unici appunti che abbiano mai fatto riguardavano la mia dimenticanza per i puntini sulle i in terza elementare e la mia incompatibilità con il greco durante il mio unico anno di quarta ginnasio.

Quello che ho  finora letto in questo libro, se di verità si tratta, è agghiacciante e segna l'inarrestabile discesa verso lo sfacelo... intellettuale, ma non solo.

[...]
Verne? Scrisse Ventimila leghe e i sette nani. Vasco de Gama? Circoncise l'Africa. E la città di Troia? prese il nome da Elena. È chiaro: gli studenti italiani hanno le idee un po' confuse. Se chiedi loro cosa circonda l'Australia rispondono: la corriera corallina. Pensano che in Turchia si parli il turchese, che la moglie di Ulisse sia Enea e l'amore di Cicerone Catilina. Ulisse, naturalmente, non lasciò l'isola di Calipso ma quella del Calippo. Ed è palese che Germania, Austria e Italia formarono la Santissima Trinità.
[...]


[...]
Siamo quelli che regalano il diploma anche a chi è convinto che Tiepolo sia il fratello di Mammolo ed Ermione di Sparta l'amica di Harry Potter. Se a un esame chiedi L'Infinito di Leopardi, ti rispondono: leopardare. Se chiedi cos'è l'evoluzionismo ti rispondono: la teoria di "Ciao Darwin".
[...]


[...]
Studenti che non sanno dov'è il Louvre, convinti che le falaises della Bretagna si levino a picco sull'Oceano Indiano. fai un sondaggio e viene fuori che Aldo Moro fu assassinato dalla mafia, che uno dei padri della Costituzione del '48 fu Silvio Berlusconi, che gli anni di piombo sono 'un'era zoologica precedente a quella del ferro' e le Fosse Ardeatine un fenomeno carsico.
[...]


[...]
Una ricerca svolta a Milano dalla Bocconi Trovato&Partners nel luglio 2008 denuncia: il 38% dei ragazzi non sa usare il congiuntivo. Anche il passato remoto, però, mette in difficoltà il 31% di loro, il condizionale il 27% . Il 63% annaspa di fronte agli accenti, il 22% s'impappina sulle doppie consonanti. Sul significato delle parole, poi, cascano quasi tutti. "Abiurare"? È il verso di un animale. "Dirimere" vuole dire 'andare a zonzo'. "Zuzzurellone" è un recipiente. "Piccato" è una pianta. Ed "elidere" è sinonimo di 'volare'. ma sicuro, come no. Gli uccelli elidono in cielo, gli aerei elidono da un aeroporto all'altro. E a noi viene una gran voglia di far elidere qualcuno giù dalla finestra.
[...]


[...]
Dalla finestra entrano spigoli d'aria. Mi scusi, ho perso le stoffe. Era in preda ai fiumi dell'alcol ed è rimasto morto stecchino. Quel dossier? È tropp secret. Dentro il panettone? C'è l'uva passera. Fu un incendio goloso. In piazza la gente arrivava a frottole. Lutero, anzichè la tonaca, getta la monaca... E allora lui disse: Muoia Sansone con tutti i Piagnistei. Se non avete capito, peggio per voi: a mio parere questo ragionamento non fa una griglia. E la verità, lo sapete, viene sempre a palla.
Il positivismo affonda le narici in Ighilterra, scrive uno studente. Una questione d'olfatto? I nazisti, come simbolo, adottarono la spastica. E Siracusa era una città della mangiagrecia.

[...]

Detto ciò posso anche andarmene a dormire, che domani mi aspetta una giornata campeggiabile.

Tra una sigaretta e l'altra, in un contesto poetico metropolitano a metà tra il decadentismo più disilluso e la beat generation più strafatta, GingerSaint ha scritto questo post alle_03:22_di giovedì, 25 giugno 2009.
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Per la categoria vetriolo, devi morire, tua madre andava sterilizzata

Quando dicevo di volere che qualcosa si smuovesse non intendevo esattamente dover lavorare il giorno dopo il Gods Of Metal

M O R T A C C I

Tra una sigaretta e l'altra, in un contesto poetico metropolitano a metà tra il decadentismo più disilluso e la beat generation più strafatta, GingerSaint ha scritto questo post alle_01:03_di giovedì, 25 giugno 2009.
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Per la categoria arbeit macht frei

Is it time for beating the bullet?...
mercoledì, 17 giugno 2009
L'ultima settimana è stata decisamente un carosello subissato di emozioni.

Negative, ovviamente, figuriamoci se mai poteva essere il contrario: perchè per forza di cose quando aspetti una cosa, ci investi tempo, mente e spirito è universalmente logico che tutto questo ti si riversi addosso con forza uguale e contraria, anzi, se posso dirlo con forza contraria sì ma uguale proprio no, visto che io l'ho percepita più o meno alla terza o alla quarta.

Così è andata, non come l'avevo immaginata ma è andata: passate le prime 24 ore (che si sa, sono quelle critiche, tipo per il ritrovamento delle persone scomparse o per il postoperatorio) da suicidio assistito e non, non mi è restato altro da fare che inforcare gli occhiali da sole e girarmi la città di Joyce, stranissima ed eclettica capitale dal tempo decisamente fastidioso ma tutto sommato affascinante, sarà per tutte quelle coloratissime porte georgiane non lo so, ad ogni modo posso con orgoglio dire che le mie doti innate di planner sono servite anche questa volta a farmi riuscire nella titanica impresa "Cittàdelcaso-minuto-per-minuto-e-tutte-le-main-attractions-del-caso-in-due-giorni-e-mezzo" (e stavolta era rilassata, una passeggiata in confronto a Oslo)... se proprio dovesse buttare male vado in Alpitour a chiedere se mi assumono.

Il concerto è stato una figata, l'unica cosa ad essere andata (più o meno) secondo le previsioni: più o meno perchè ovviamente lo avevo aspettato in un'altra ottica, ma sicuramente non avrei potuto fare sbaglio più grosso a non andare visto che i cari e panciuti e chirurgicamente corretti geronti del caso hanno detto la loro in maniera pressochè ineccepibile: certo che se invece che al bar a bere Jameson con tre very irish vestiti da Dee Snider mi fossi piazzata sotto il chitarrista dei Tesla (slurp), e se l'amato Rick Savage non fosse stato così strafatto di cocaina da non accorgersi che gli urlavo proposte di ogni tipo, da quelle oscene a quelle di matrimonio sarebbe stato meglio, ma esperienza insegna che non si può avere tutto dalla vita e così mi sono accontentata di perdere la voce in transenna fUngirl style.

Così, back on trakk anche stavolta e mentre pianifico Monaco, aspetto.

Aspetto che qualcosa si smuova, in un senso o nell'altro.
Anche se ho la sensazione che dovrò essere ancora una volta io a farla smuovere, ed ho anche la sensazione che se lo faccio l'epilogo sarà non solo quello insperato, ma anche lo stesso di un copione che ho già visto più di una volta e l'idea non mi piace assolutamente.

Però d'altronde che cosa posso fare?

Non sono soddisfatta, non sono tranquilla, non sono felice, ma in compenso sono veramente molto stanca e anche abbastanza incazzata, e non solo con me stessa perchè sto permettendo all'indefinito di prendere il sopravvento : ho tanti dubbi che vorrei fugare, punti che vorrei fossero chiariti e una realtà con cui forse ho paura di fare i conti.


There comes a time a man’s gotta draw the line
When push comes to shove
I’m always a step behind...


Tra una sigaretta e l'altra, in un contesto poetico metropolitano a metà tra il decadentismo più disilluso e la beat generation più strafatta, GingerSaint ha scritto questo post alle_12:49_di mercoledì, 17 giugno 2009.
E anche per stavolta ha detto la sua.
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Per la categoria ginger world, serietà apparente


mercoledì, 17 giugno 2009



Tra una sigaretta e l'altra, in un contesto poetico metropolitano a metà tra il decadentismo più disilluso e la beat generation più strafatta, GingerSaint ha scritto questo post alle_03:04_di mercoledì, 17 giugno 2009.
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Per la categoria ginger world, viaggi e gitarelle

The Dubliner
mercoledì, 10 giugno 2009
Strana questa cosa dei viaggi, una volta che cominci, è difficile fermarsi.
E' come essere alcolizzati.


Gore Vidal

A bientôt.


Tra una sigaretta e l'altra, in un contesto poetico metropolitano a metà tra il decadentismo più disilluso e la beat generation più strafatta, GingerSaint ha scritto questo post alle_19:20_di mercoledì, 10 giugno 2009.
E anche per stavolta ha detto la sua.
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Per la categoria ginger world, viaggi e gitarelle

La Geisha della demenza
giovedì, 04 giugno 2009
Giornata da sit-com. Non riesco a smettere di chiedermi per quale motivo non si decidono a girarne una sulla sottoscritta, vista la quantità di situazioni derisibili che si frappongono più o meno regolarmente sul mio sentiero verso il Nirvana terreno.

La mia fantastica giornata è partita in quarta con il figlio del nuovo tabaccaio, che peraltro sinceramente non distinguo dal padre:

"Un pacchetto di Lucky Strike grazie"
"Normali?"
"Sì"
"Non lo vuoi il King Size?"
"..."

Vado in banca, per farmela giù decentemente con il primo impiegato malcapitato a tiro, e fin lì tutto a posto visto che trattasi di megaghèi consolidato e senza possibilità di recupero: non ottenendo le risposte desiderate, vengo spedita dal responsabile dell'ufficio clienti, che con suono slimeresco si spalma sulla scrivania verso di me e mi dice:

"Allora lei ha lamentato problemi con la sua carta di credito"
"Sì, per ora va normalmente ma insomma, se mi dovesse ricapitare sarebbe sgradevole"
"Ho controllato, pare che sia tutto a posto"
"Meno male"
"Se dovesse darle ancora dei problemi venga da me che gliela controllo e gliela sistemo io"
Pausa
"La carta"

Non mi ricordavo che dovessero venire proprio oggi pomeriggio i tecnici della caldaia, così non paga della comica mattinata scendo le scale con le movenze di Alexis di Dynasty, avvolta nel mio microasciugamano rosa, diretta verso il fresco box doccia nel seminterrato, e mi trovo davanti due ominidi fumanti e bestemmianti, sudaticci e alle prese con cacciaviti, stoppa e chiavi inglesi, che interrompono per un attimo lo smantellamento della mia cucina per informarmi sullo stato del loro operato:

Omino 1 - "Eh... non so se le conviene farsi la doccia adesso"
"Eh, mi sa tanto"
Omino 1 - "No perchè adesso gliela smontiamo e ne avremo per un po'"
"La caldaia"
Omino 2 - "Ma siamo in due, cercheremo di fare presto"
Omino 1 - "A smontare la caldaia"

Abbandonata l'idea della doccia e mediamente seccata dal fatto di non potermi lavare, prendo il frangiuto e lo trascino con me nell'impresa consumistica del giorno, ovvero l'acquisto di un oggetto assolutamente inutile ma che ormai ho deciso dovrà essere mio in tempi brevissimi: gli speakers per l'iPod.
Che cazzo me ne faccio lo so solo io, in casa abbiamo più stereo di quante banane abbia sugli alberi la Repubblica delle Banane, ma da quando ho visto il maledetto accessorio nello spot della Beck's Next, ho capito che non potevo farne a meno, possibilmente in una versione anche con radiosveglia programmabile, così quando mi devo alzare partono i Nelson o gli Stryper e la mia giornata si tinge di rosa fluo.
Impresa fallita ovviamente, in quanto diciamo che come primo giro è stato più che altro di ricognizione, così decido di andare a prendermi una Fanta per colmare il mio vuoto emozionale da acquisto mancato: a un certo punto arriva un tizio mediamente osceno, mediamente su d'età e mediamente accoppiato che prende a fissarmi il davanzale senza un minimo di ritegno, con un'espressione assorta e rapita che non lo fa rendere conto del fatto che sta per inciampare in una sedia facendo meramente schiantare a terra i due caffè che con incerto incedere stava cercando di portare al suo tavolo.

Roba da andarsene per lo meno a casa, no?
No. perchè con la cucina a soqquadro vuoi non fare la brava figlia e fermarti a prendere due pizze ai tuoi genitori (soprattutto dopo che tua madre ti ha dato 200 euro da spendere in cose inutili come un accappatoio da viaggio autoasciugante in microfibra spaziale)?
Così eccomi infine da Salvo il pizzaRUolo, noto napoletano verace nonchè detentore della migliore pizza da asporto del ridente Villaggio Badia, che non appena Froz esce a fumarsi una sigaretta subito parte a testa bassa:

"Ma è il tuo ragazzo?"
"No è mio fratello"
"Ah. E Come ti chiami? Che lavoro fai? Dove lavori? Dove abiti? Perchè non ti ho mai vista?"
Risposte del caso + "Mi piace talmente abitare qui che solo ad arrivare all'edicola mi viene la depressione"
"Guarda mi piacerebbe darti la mano ma me lo sto lavorando"
"..."
"Eh il mio impasto speciale. Ma tu non lo vuoi il mio calzone? Il mio calzone speciale?"
"No grazie, magari la prossima volta"
"Ci conto, ti aspetto. Guarda che io ci so fare con i calzoni, come me nessuno!"
"Non ho nessun dubbio"
"Allora passo a trovarti al lavoro"
Ma anche no

Interdetta. Divertita. La giornata di oggi avrebbe meritato una videocamera per un documentario di tutto rispetto sui problemi delle relazioni tra più o meno ciofani uomini e ciofani donne.

Non poteva mancare Trixx a coronare il tutto con una delle leggendarie perle dementi che ogni tanto partorisce:

"Vaffanculo Germanie e Scandinavie, in Giappone dobbiamo andare in tour. Il futuro è là"
"Ovviamente vengo anche io. Viaggio in Jipangu 8000 euro con Mastercard, il mio cadavere maciullato dai picchiatori ingaggiati da Banca Intesa perchè ho contraffatto il massimale della carta di credito e adesso non ho più un soldo non ha prezzo"
"Certo che vieni anche tu. Sarai la Geisha Of Sleaze" (©)
"Senti come suona bene! Vado a impararmi un po' di giappocinese!"

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Tra una sigaretta e l'altra, in un contesto poetico metropolitano a metà tra il decadentismo più disilluso e la beat generation più strafatta, GingerSaint ha scritto questo post alle_02:42_di giovedì, 04 giugno 2009.
E anche per stavolta ha detto la sua.
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All'inizio non la riuscivo a capire, complice il bordello da circo che vige perenne sul mio allegro e infame posto di lavoro, nonostante le direttive aziendali impongano un volume minimo anche troppo alto ma provate voi a capire le parole di una canzone del genere quando contemporaneamente al vostro stereo va la filodiffusione del resto del magazzino e come ciliegina acappella il vociare dei miseri esseri umani insoddisfatti alla ricerca di mere soddisfazioni materiali di matrice cosmetica.

Così mi sono temporaneamente impossessata dell'ignoto CD, compilation arrabattata e assemblata senza un minimo di gusto da chissà chi, e di cui nessuno sicuramente sentirà la mancanza fino al mio rientro di giovedì, per analizzare la canzone oggetto del mio interesse: e finalmente, nella (seh, più o meno) quiete dell'ovile, grazie al mio proverbiale e leggendario understanding da B1/B2, ho compreso parte del testo misterioso e sono risalita a titolo a autore: non potevo certo non condividere l'eurekata con il felice e totalmente disinteressato mondo del web, così eccola qui, con tanto di lyrics perchè, nella sua semplicità estrema, mi sono resa conto che non poteva essere un ritratto più fedele del mio stato d'animo perenne.

Enjoyate, memorizzate, cantate e lunga vita al post-bop.




NORA YORK
What I Want


I WANT WHAT CAN'T HAVE
NEED WHAT I CAN'T WANT
HAVE
BUT I DON'T HAVE
WHAT I WANT

IT FEELS LIKE ALL I GOT IS LOST ON A BAD BET
GONE WITH THE LAST TRAIN
HONEY DON'T YOU FRET
EVERY CLOUD HAS A SILVER LINING
JUST A LITTLE RAIN

My mind won't stop and my heart says go
Nobody knows how to hold me
My mind won't stop and my heart says

Good things come to those who wait and I can't stand it
I can't stand in line for ever
stand the COLD and glad hand it

Sick and tired of the
LATER MAYBE FAKE IT MAKE IT TAKE IT OR LEAVE IT LIFE
And I gotta just claim it I gotta just name it I gotta just seize it
Oh please oh please oh please me oh PLEASE me right

Good things must be here
yes right here
Here right here right here
I won't live this life forever
One time round is all the offer is

Sick and tired of the
LATER MAYBE FAKE IT MAKE IT TAKE IT OR LEAVE IT LIFE
And I gotta just claim it I gotta just name it I gotta just seize it
Oh please oh please oh please me oh PLEASE me right

I WANT WHAT CAN'T HAVE
NEED WHAT I CAN'T WANT
HAVE
BUT I DON'T HAVE
WHAT I WANT


Chicca: pare che l'autrice, per introdurre la canzone, usi recitare le strofe iniziali di una poesia di Thomas Wyatt, noto forse più come l'amico della Bolena e il traduttore albionico di Petrarca.

I Find No Peace, And All My War is Done

I find no peace, and all my war is done:
I fear, and hope; I burn, and freeze like ice;
I fly above the wind, yet can I not arise;
And nought I have, and all the world I seize on;
That locketh nor loseth holdeth me in prison,
And holdeth me not, yet can I 'scape nowise:
Nor letteth me live, nor die at my devise,
And yet of death it giveth me occasion.
Without eyen I see, and without tongue I 'plain;
I desire to perish, and yet I ask health;
I love another, and thus I hate myself;
I feed me in sorrow, and laugh in all my pain.
Likewise displeaseth me both death and life,
And my delight is causer of this strife.


Amor cortese e di contraddizione.


Tra una sigaretta e l'altra, in un contesto poetico metropolitano a metà tra il decadentismo più disilluso e la beat generation più strafatta, GingerSaint ha scritto questo post alle_03:15_di martedì, 02 giugno 2009.
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Ce la posso fare anche senza drogarmi
giovedì, 28 maggio 2009
Quando dico che godo, godo veramente e lo faccio senza mezzi termini.

Oggi ho goduto perchè la malefica temperatura sahariana degli ultimi giorni è sparita, per lasciare spazio a un bellissimo cielo plumbeo totalmente antiestivo e ad almeno una decina di gradi di meno, il che per me è sempre motivo di giubilo, certo si è ben lontani da cappotti e abbigliamento peloso ma tant'è, come già ripetuto se dovessi trasferirmi non sarebbe certo in Alaska quindi devo accettare il transito terrestre e stare zitta.

Reduce da una massacrante 3giorni in Toscana (patria putativa 1) + 1giorno a Bologna (patria putativa 2), all'insegna di sole mare e festeggiamenti di vario genere, sono ancora viva: non mi ha ucciso il wild party di compleanno di Dyego, non mi ha ucciso la cena da ipergotta di domenica, non mi ha ucciso la mezza giornata a Firenze tourist style con Sixxette e Deadend, e nemmeno il monday night al Transilvania di Bologna - un po' zombie ero, ma tutto sommato me ne sono andata sulle mie gambe - quindi direi che posso ritenermi soddisfatta e pronta per gli imminenti numerosi suicidi che mi attendono.

Numerosi perchè ormai si è capito che io di vite non ne ho 9, ma almeno 56, e come la fenice risorgo dalle mie ceneri per poi reimmolarmi la volta successiva: i decessi previsti per questo lunghissimo mese di giugno sono previsti per gli Heaven's Basement (perchè io ci sarò, in un modo o nell'altro), per i Def Leppard , per i Buckcherry ed eventualmente per i Tesla , ammesso e non concesso che riesca ad andare al Gods Of Metal, ma la questione riveste un'importanza relativa visto che ho appreso di una bellissima data di Keith e soci nientemeno che a Monaco, abbastanza in là per riuscire a racimolare due soldi e portare il mio deretano di tutto rispetto in Tedeschia, magari coinvolgendo anche il frangiuto consanguineo che tanto gentile e tanto avvezzo pare nei confronti di cruccolandia e dei suoi abitanti.

Credo nei miracoli, visto che già è un miracolo il fatto che I walk the Earth alone dopo anni di devasto, con punte di follia, di cirrosi epatica, con ancora tutti i capelli in testa alla faccia della decolorazione invasiva e con la banca che ancora non ha mandato i suoi personal drughi a farmi fuori, quindi i miracoli possono accadere... quindi già che ci siamo speriamo bene anche per quel maledetto tirocinio a Londra.

TIC-TAC TEN MINUTES - TEN MINUTES TO LEARN TO FLY

Tra una sigaretta e l'altra, in un contesto poetico metropolitano a metà tra il decadentismo più disilluso e la beat generation più strafatta, GingerSaint ha scritto questo post alle_03:11_di giovedì, 28 maggio 2009.
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